Intelligenza artificiale, bioetica e odontologia forense: a Urbino la Summer School sulle nuove responsabilità

Dal 24 al 29 agosto 2026 l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo ospita la quarta edizione della Summer School “Etica, Bioetica e Intelligenza Artificiale”. Nel Comitato scientifico e tra i relatori il prof. Emilio Nuzzolese, con interventi dedicati ai criteri etici dell’IA in sanità, alla medicina legale umanitaria, all’identificazione e alla stima dell’età dentale.

URBINO – Quali responsabilità nascono quando l’intelligenza artificiale entra nella medicina e nei processi decisionali che riguardano salute, diritti e persone? Come garantire che un algoritmo sia non soltanto efficace, ma anche trasparente, proporzionato, scientificamente validato e utilizzato secondo criteri eticamente sostenibili?

Sono alcune delle questioni al centro della quarta edizione della Summer School “Etica, Bioetica e Intelligenza Artificiale. Nuove responsabilità nella società contemporanea”, in programma dal 24 al 29 agosto 2026 all’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo.

La Summer School propone un confronto interdisciplinare sulle trasformazioni introdotte dall’IA nella medicina, nel diritto, nel lavoro, nell’informazione, nell’ambiente e nelle politiche pubbliche. Un approccio che intende superare sia l’entusiasmo acritico sia la diffidenza pregiudiziale nei confronti delle nuove tecnologie, riportando al centro il tema della responsabilità umana.

Il contributo del prof. Emilio Nuzzolese

Particolare interesse per il settore della medicina legale rivestono i contributi del prof. Emilio Nuzzolese, componente del Comitato scientifico della Summer School, che nella giornata di mercoledì 26 agosto sarà impegnato in due momenti del programma.
Nuzzolese modererà innanzitutto la sessione “Documentazione clinica, trasparenza e criteri operativi”, nella quale presenterà la relazione: “Criteri operativi: proporzionalità, necessità, non maleficenza, giustizia”.
Quattro principi della riflessione bioetica che acquistano una dimensione estremamente concreta quando l’intelligenza artificiale viene applicata alla salute.

Non basta infatti domandarsi se un algoritmo funzioni. Occorre stabilire quando sia realmente necessario utilizzarlo, se il suo impiego sia proporzionato allo scopo, quali rischi possa determinare, come siano distribuiti benefici e possibili conseguenze negative e, soprattutto, chi rimanga responsabile della decisione finale.

«L’intelligenza artificiale non può trasformarsi in una delega della responsabilità professionale. In sanità non è sufficiente che un algoritmo sia performante: deve essere scientificamente validato, utilizzato per uno scopo appropriato e inserito in un processo trasparente e tracciabile. La responsabilità deve restare umana, identificabile e verificabile», dichiara il prof. Emilio Nuzzolese.

Dall’IA clinica alla medicina legale umanitaria

Nel pomeriggio Nuzzolese affronterà uno dei settori nei quali innovazione tecnologica e responsabilità assumono implicazioni particolarmente delicate, con la relazione: “IA e medicina legale umanitaria: identificazione dei deceduti (DVI/migrazioni/persone scomparse) e stima dell’età dentale nei MSNA. Incertezza, Standard, Responsabilità”.

Un argomento che coinvolge direttamente anche l’odontologia forense. I dati dentali e odontoiatrici costituiscono infatti uno strumento di grande rilevanza nei processi di identificazione dei deceduti e nelle procedure di Disaster Victim Identification (DVI), così come nelle attività riguardanti persone scomparse e contesti migratori.
Parallelamente, l’applicazione dell’intelligenza artificiale alla stima dell’età dentale sta aprendo nuove prospettive scientifiche, ma pone interrogativi che non possono essere ridotti alla sola accuratezza statistica.
Il problema diventa particolarmente evidente quando la valutazione riguarda i minori stranieri non accompagnati (MSNA): una stima può contribuire a decisioni dalle rilevanti conseguenze giuridiche e assistenziali.

«Dietro una stima dell’età non c’è semplicemente un numero e dietro un’identificazione non c’è soltanto un confronto tra dati», sottolinea Nuzzolese. «Nel primo caso può esserci il destino giuridico e umano di un giovane. Nel secondo una persona scomparsa e una famiglia che attende di conoscere la verità. Proprio per questo l’intelligenza artificiale deve essere accompagnata da dataset affidabili, standard condivisi, validazione scientifica e da una corretta rappresentazione del margine di errore».

Il ruolo dell’odontoiatria nell’era dell’intelligenza artificiale

La presenza di questi temi all’interno di una Summer School dedicata alla bioetica evidenzia un cambiamento significativo anche per l’odontoiatria.
L’IA non riguarda più soltanto l’automazione di alcune attività o il miglioramento delle prestazioni diagnostiche. Il suo ingresso nella pratica sanitaria impone ai professionisti di acquisire competenze nuove sulla qualità dei dati, sui bias algoritmici, sulla documentazione delle decisioni, sulla trasparenza e sui limiti degli strumenti utilizzati.
Per l’odontologia forense la questione assume una rilevanza ulteriore: l’output di un sistema può entrare in procedimenti medico-legali e giudiziari nei quali accuratezza, riproducibilità e corretta comunicazione dell’incertezza diventano elementi essenziali.

Da Urbino a Lisbona: verso standard condivisi per la stima dell’età dentale

Il confronto avviato a Urbino avrà per Nuzzolese una prosecuzione internazionale pochi giorni dopo.
Il 7 e 8 settembre 2026, a Lisbona, parteciperà infatti al meeting scientifico della COST Action CA24147 – AID-AgE, Artificial Intelligence Driven Dental Age Estimation Network, dedicato all’armonizzazione dei metodi di stima dell’età basati sull’intelligenza artificiale e allo sviluppo coordinato di piattaforme e dataset.

Il passaggio dalla Summer School al network scientifico europeo mette in relazione due dimensioni che dovranno procedere insieme: la definizione dei principi e la loro traduzione in standard scientifici verificabili.

«È questo uno degli aspetti che considero più stimolanti: passare dalla riflessione bioetica alla costruzione di standard applicabili», conclude Nuzzolese. «L’IA può offrire opportunità straordinarie all’odontologia forense e alla medicina legale, ma innovare non significa semplicemente utilizzare più tecnologia. Significa produrre strumenti scientificamente robusti, proporzionati allo scopo, trasparenti e rispettosi della dignità e dei diritti della persona».

Iscrizioni fino al 17 agosto

La Summer School si svolgerà dal 24 al 29 agosto 2026 presso l’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo.

Le iscrizioni scadono il 17 agosto 2026.

Il programma è rivolto a ricercatori e professionisti della sanità, studenti, dottorandi, oltre che a giuristi, amministratori pubblici e operatori interessati alle implicazioni etiche e sociali dell’intelligenza artificiale.

Programma, informazioni e iscrizioni: https://www.dfe.unito.it/do/avvisi.pl/Show?_id=xpyg

EN
Prof. Emilio Nuzzolese
Medico-Odontoiatra (n. 885 albo odontoiatri Bari) e Giurisperito
Docente di Medicina Legale e Odontologia Forense (Università di Torino), Consulente Tecnico d'Ufficio e Perito (Tribunale di Bari). Impegnato nell'Odontoiatria Sociale e nella Divulgazione Scientifica.
ARTICOLI CORRELATI