Denti sensibili in estate: ghiaccioli, granite e bibite fredde fanno davvero male?

Un sorso di acqua ghiacciata o un cucchiaino di granita può provocare una fitta improvvisa. Ma il freddo non è sempre il vero problema: spesso mette in evidenza una sensibilità già presente. Zuccheri e acidi, invece, possono favorire carie ed erosione dello smalto, soprattutto quando vengono consumati frequentemente.

emilio nuzzolese monica ranieri

Estate, bevande fredde e quella fitta improvvisa

Con l’aumento delle temperature crescono anche i consumi di ghiaccioli, granite, gelati, succhi, bibite gassate e bevande sportive. Per molte persone rappresentano soltanto una pausa rinfrescante; per altre, il contatto con il freddo provoca una fitta breve e intensa.

È importante chiarire subito un equivoco: la bassa temperatura, da sola, non causa carie e non consuma lo smalto. Il freddo agisce soprattutto come stimolo e può rivelare che un dente è già diventato più sensibile.

I possibili effetti sul sorriso dipendono quindi da tre fattori distinti:

  • il freddo, che può scatenare la sensibilità;
  • gli zuccheri, che aumentano il rischio di carie;
  • gli acidi, che possono contribuire all’erosione dei denti.

Comprendere questa differenza aiuta a proteggere il sorriso senza dover rinunciare completamente ai piccoli piaceri dell’estate.

Perché il freddo può fare male?

La parte esterna della corona del dente è protetta dallo smalto. Sotto lo smalto si trova la dentina, un tessuto attraversato da minuscoli tubuli collegati alla parte più interna e sensibile del dente.

Quando la dentina diventa esposta, il freddo può provocare il caratteristico dolore breve e pungente. Questo può accadere in presenza di:

  • recessione gengivale, con esposizione della radice;
  • consumo o erosione dello smalto;
  • spazzolamento troppo energico;
  • usura dovuta a serramento o digrignamento;
  • sensibilità transitoria dopo alcuni trattamenti odontoiatrici.

Non tutte le fitte, però, sono semplice ipersensibilità dentinale. Un dolore al freddo può essere provocato anche da una carie, una piccola frattura, un’otturazione non più integra o un’infiammazione della polpa.

Se il fastidio interessa sempre lo stesso dente, dura dopo avere allontanato lo stimolo oppure si associa a dolore spontaneo, al caldo o durante la masticazione, è opportuno effettuare una visita.

Zucchero e acidità non sono la stessa cosa

Una bevanda può essere zuccherata, acida oppure entrambe le cose.
Gli zuccheri vengono utilizzati dai batteri della placca, che producono acidi capaci di favorire la demineralizzazione dello smalto e la formazione della carie. Per il rischio cariogeno conta molto la frequenza: sorseggiare una bevanda dolce per tutto il pomeriggio espone i denti a ripetuti attacchi.
L’erosione dentale ha invece un meccanismo diverso. È una perdita chimica e progressiva dei tessuti duri provocata da acidi che non derivano necessariamente dai batteri. Possono contribuire bibite gassate, energy drink, bevande sportive, succhi di frutta, limonate e preparazioni agli agrumi.
Anche una bibita “senza zucchero” può quindi essere acida e potenzialmente erosiva. Al contrario, l’acqua fresca o ghiacciata, se priva di zuccheri e sostanze acide, rimane la scelta migliore per dissetarsi.

Granite, ghiaccioli e gelati: bisogna evitarli?

Non è necessario demonizzare un singolo alimento. Il rischio dipende dalla sua composizione, dalla frequenza con cui viene consumato, dal tempo di contatto con i denti e dalle condizioni individuali della bocca.
Una granita al limone, per esempio, può associare zucchero e acidità. Un ghiacciolo consumato lentamente mantiene più a lungo zuccheri e acidi a contatto con i denti. Il gelato è generalmente meno acido di molte bibite gassate o agli agrumi, ma può comunque apportare quantità rilevanti di zuccheri.
Il problema principale non è quindi la concessione occasionale, preferibilmente al termine di un pasto, ma l’esposizione ripetuta durante tutta la giornata.

Come proteggere il sorriso durante l’estate

Preferire l’acqua

L’acqua è la bevanda più indicata per l’idratazione quotidiana. Dopo una bibita acida o zuccherata, bere o sciacquare la bocca con acqua aiuta a diluire e rimuovere parte dei residui.

Ridurre la frequenza

È meglio consumare bibite, granite e ghiaccioli occasionalmente e in un unico momento, invece di sorseggiare o assaggiare continuamente per diverse ore. Quando possibile, è preferibile associarli ai pasti.

Non trattenere la bevanda in bocca

Far passare ripetutamente una bevanda acida tra i denti ne prolunga il contatto con lo smalto. Una cannuccia posizionata verso la parte posteriore della bocca può ridurre il contatto con i denti anteriori, ma non rende innocua una bibita acida o zuccherata.

Non correre subito a lavare i denti

Dopo alimenti o bevande molto acidi è prudente evitare uno spazzolamento immediato ed energico. Si può sciacquare la bocca con acqua e attendere indicativamente circa 30 minuti prima di usare uno spazzolino morbido.
L’intervallo esatto non è sostenuto da prove definitive: ciò che conta maggiormente è ridurre la frequenza delle esposizioni acide e non associare subito acidi e spazzolamento aggressivo.

Usare un dentifricio al fluoro

I denti devono essere lavati due volte al giorno con un dentifricio al fluoro, senza esercitare una pressione eccessiva. In presenza di ipersensibilità, il dentista può consigliare un dentifricio desensibilizzante adatto al caso.
Questi prodotti richiedono generalmente un uso costante e non possono risolvere una carie, una frattura o un’otturazione difettosa.

Mantenersi idratati

Caldo, disidratazione, attività sportiva e alcuni farmaci possono ridurre la salivazione. La saliva contribuisce a diluire e neutralizzare gli acidi: bere acqua regolarmente è quindi utile anche per la salute della bocca.

E nei bambini?

Nei bambini è particolarmente importante evitare che bibite, succhi, tè zuccherati, granite o bevande sportive diventino una fonte continua di idratazione.
L’acqua dovrebbe rimanere la bevanda abituale. I prodotti dolci o acidi possono essere riservati a occasioni limitate, preferibilmente durante i pasti, senza prolungarne l’assunzione per tutto il pomeriggio.
Se un bambino riferisce dolore al freddo, soprattutto se localizzato sempre nello stesso dente, è consigliabile non considerarlo automaticamente semplice sensibilità: potrebbe essere presente una carie o un difetto dello smalto.

Quando prenotare un controllo?

È opportuno rivolgersi al dentista quando:

  • il fastidio è frequente o tende ad aumentare;
  • il dolore riguarda sempre lo stesso dente;
  • la fitta continua dopo avere allontanato il freddo;
  • compare dolore anche con il caldo, i cibi dolci o la masticazione;
  • sono visibili recessioni, cavità, crepe o otturazioni danneggiate;
  • il dolore è spontaneo, pulsante o disturba il sonno;
  • la sensibilità è comparsa dopo un trauma.

La visita permette di distinguere l’ipersensibilità dentinale dalle condizioni che richiedono un trattamento specifico.

Il consiglio da ricordare

In estate non è il freddo in sé il principale nemico dei denti. Una fitta provocata da acqua ghiacciata o granita può essere il segnale di una dentina esposta o di un altro problema già presente. Per la salute dello smalto contano soprattutto la frequenza di consumo, gli zuccheri e l’acidità delle bevande e degli snack.

Presso Pronto Odontoiatria Nuzzolese di Bari è possibile effettuare una valutazione della sensibilità dentale e ricevere indicazioni personalizzate per proteggere lo smalto e individuare eventuali carie, recessioni gengivali o restauri che necessitano di attenzione.

SETTE regole per il sorriso in estate

  1. Scegli l’acqua per dissetarti.
  2. Limita la frequenza di granite, ghiaccioli e bibite.
  3. Consuma gli alimenti zuccherati o acidi preferibilmente durante i pasti.
  4. Non sorseggiare a lungo e non trattenere le bevande in bocca.
  5. Dopo una bevanda acida, sciacqua la bocca con acqua.
  6. Evita di spazzolare immediatamente e con forza.
  7. Se il freddo provoca dolore frequente o persistente, prenota un controllo.

Contenuto divulgativo: non sostituisce la visita odontoiatrica né una diagnosi professionale.

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Prof. Emilio Nuzzolese
Medico-Odontoiatra (n. 885 albo odontoiatri Bari) e Giurisperito
Docente di Medicina Legale e Odontologia Forense (Università di Torino), Consulente Tecnico d'Ufficio e Perito (Tribunale di Bari). Impegnato nell'Odontoiatria Sociale e nella Divulgazione Scientifica.
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