Odontoiatria forense: 7 sfide decisive nella medicina legale del futuro
Editoriale di Emilio Nuzzolese
L’odontoiatria forense occupa oggi un ruolo sempre più rilevante nella medicina legale contemporanea. Non è soltanto una disciplina tecnica di supporto all’accertamento giudiziario, ma un ambito professionale capace di collegare scienza, diritto, sanità, etica e tutela della persona.
Condivido profondamente la visione del presidente SIMLA, la Società Italiana di Medicina Legale e delle Assicurazioni e delle Scienze Forensi e Criminalistiche, professore emerito Francesco Introna, quando, nel corso del congresso nazionale SIMLA, descrive il medico legale come un interprete della complessità, chiamato a operare al crocevia tra scienza, diritto, sanità e società.
In questa prospettiva, da giurisperito e odontoiatra forense, ritengo che l’odontoiatria legale e forense debba inserirsi pienamente nel percorso delineato dal Piano Strategico SIMLA 2026-2029. Tale percorso coinvolge anche le società scientifiche dell’area odontologico-forense e richiama priorità fondamentali: qualità professionale, standard condivisi, governo del rischio sistemico, innovazione tecnologica e uso responsabile dell’intelligenza artificiale.
Per approfondire il contesto scientifico-istituzionale, è utile leggere anche l’intervento del presidente SIMLA sul congresso nazionale.
Odontoiatria forense e qualità delle cure
La qualità delle cure odontoiatriche non dipende soltanto dalla correttezza tecnica delle prestazioni. Dipende anche dalla capacità di costruire un rapporto di fiducia con il paziente.
Comunicazione efficace, consenso informato realmente partecipato, documentazione clinica accurata e rispetto dei principi etici e deontologici sono elementi essenziali della responsabilità professionale.
Per questo motivo l’odontoiatria forense dovrebbe entrare stabilmente nei percorsi formativi degli odontoiatri clinici. La sua funzione non è solo valutativa o peritale, ma anche preventiva.
Una corretta cultura medico-legale può contribuire alla riduzione del contenzioso, alla gestione del rischio clinico e alla promozione della sicurezza delle cure. In questa direzione si colloca anche il valore della consulenza odontoiatrica medico-legale nei casi di responsabilità professionale.
Odontoiatria forense, minori e persone vulnerabili
Particolare attenzione merita la tutela del paziente minorenne e vulnerabile.
L’odontoiatra è spesso tra i professionisti sanitari che osservano con maggiore continuità il paziente nel tempo. Questa posizione consente di intercettare segnali di trascuratezza dentale, abuso, maltrattamento o altre condizioni di vulnerabilità.
La salute orale non è soltanto un indicatore biologico. Può diventare uno specchio delle condizioni di cura, protezione e benessere della persona.
In tale prospettiva, l’odontoiatria forense può contribuire alla costruzione di modelli integrati di prevenzione e protezione. Tali modelli devono dialogare con istituzioni sanitarie, servizi sociali, autorità giudiziarie, scuola, famiglie ed enti del Terzo Settore.
Questo approccio è particolarmente importante nei casi di trascuratezza dentale e tutela del minore, dove la documentazione clinica può assumere un valore sanitario, sociale e giudiziario.
Identificazione odontologica e diritti umani
L’odontoiatria forense svolge inoltre una funzione di elevato valore etico e civile nell’identificazione odontologica dei corpi senza nome.
Restituire un’identità a una persona deceduta significa restituire dignità alla vittima. Significa anche offrire risposte ai familiari, consentire l’esercizio della giustizia, preservare la memoria individuale e contribuire all’accertamento della verità.
Questa attività assume particolare rilievo nei disastri di massa, nei contesti migratori, nei casi di persone scomparse e nelle indagini giudiziarie complesse.
L’identificazione odontologica dimostra come la medicina legale non sia soltanto una scienza dell’accertamento, ma anche una disciplina al servizio dei diritti umani. Su questo tema si collega anche il lavoro dedicato all’identificazione odontologica forense.
Lesioni da morso umano e limiti scientifici
Anche lo studio delle lesioni da morso umano continua a offrire un contributo all’analisi criminologica e ricostruttiva.
Può avere rilievo in casi di omicidio, violenza sessuale, violenza domestica e maltrattamento dei minori. Tuttavia, questo contributo deve essere sempre collocato entro i limiti scientifici oggi riconosciuti dalla comunità internazionale.
Il valore dell’accertamento non dipende dalla suggestione della prova, ma dalla sua solidità metodologica. Proprio per questo servono prudenza, validazione, confronto interdisciplinare e consapevolezza dei margini di incertezza.
Odontoiatria forense, intelligenza artificiale e nuove tecnologie
L’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie stanno trasformando profondamente anche l’odontoiatria forense.
Imaging avanzato, ricostruzioni tridimensionali, analisi automatizzate e sistemi di supporto alle attività identificative offrono opportunità straordinarie. Allo stesso tempo, richiedono validazione scientifica, trasparenza metodologica, tracciabilità dei processi e adeguate garanzie etiche.
L’innovazione non può sostituire la responsabilità professionale. Può però potenziarla, se inserita in un quadro di controllo scientifico, formazione continua e rispetto dei diritti fondamentali.
Una disciplina strategica per la medicina legale del futuro
L’odontoiatria legale e forense contribuisce alla qualità delle cure, alla prevenzione del rischio, alla tutela delle persone fragili, alla protezione dei diritti umani e all’innovazione responsabile.
Per queste ragioni, l’odontoiatria forense è chiamata oggi più che mai a partecipare alla costruzione di una medicina legale capace di governare la complessità.
Il suo compito non è soltanto tecnico. È anche culturale, etico e civile.
Mettere le competenze odontologico-forensi al servizio della verità scientifica, della giustizia e del bene comune significa rafforzare una visione moderna della medicina legale: una medicina legale capace di ascoltare la società, prevenire il rischio, proteggere i vulnerabili e restituire dignità alle persone, anche quando non hanno più voce.
