La formazione completa del Medico laureato in Medicina e Chirurgia | intervista a Filippo Anelli

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Sulla Formazione del Medico a tutto campo siamo andati a fare un approfondimento insieme al presidente della F.N.O.M.C.eO. e dell'Ordine dei Medici di Bari, dottor Filippo Anelli.
Si sono svolti pochi giorni fa i test per l’accesso a Medicina, e, come ogni anno, si accende il dibattito sulla necessità di superare o meno il numero chiuso. Secondo il Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, “è un tema che affronteremo certamente, come affronteremo l’ammissione rispetto alle richieste delle professioni del futuro, anche relativamente alle specializzazioni in Medicina, per riempire i vuoti che ci sono”.  E torna in auge il ‘modello francese’, con iscrizione libera e sbarramento al secondo anno. Cosa ne pensa la Fnomceo?

Che senso ha aprire a tutti se molti laureati non trovano uno sbocco né formativo né lavorativo? Quello di Medicina è un percorso formativo particolare che, dopo sei anni, non dà sbocchi lavorativi, a meno che non si prosegua la formazione con la specializzazione o con il corso per la Medicina Generale. Sono dieci-quindicimila i giovani colleghi che, anche quest’anno, non riusciranno ad accedere né alle scuole di specializzazione né al corso per la Medicina Generale, andando ad ingrandire il cosiddetto limbo formativo:  uno stop forzato, uno sperpero di vita e di risorse fatto di inoccupazione e sottoccupazione, con gravi riflessi sul piano sociale. Dieci - quindicimila giovani che non possono pensare al futuro, a una stabilità professionale ma anche familiare e di vita. Non mi sembra giusto che lo Stato non garantisca a chi, con grandi sacrifici e volontà, intraprende il percorso per diventare medico di poter completare la formazione e poter, dopo dieci anni, fare il medico. È per questo che, prima di abolire il numero chiuso, dobbiamo garantire un futuro a questi dieci- quindicimila colleghi. Aprire ora significherebbe illudere tantissimi giovani, privando di un futuro non solo loro stessi e le loro famiglie, ma lo stesso Servizio Sanitario Nazionale, che si troverebbe con un numero insostenibile di laureati formati a metà, e sottraendo ai cittadini un’assistenza efficace e di qualità. Senza contare che, anche per le università, un’apertura in massa al primo anno non sarebbe, allo stato attuale, sostenibile. Con le strutture di oggi, garantire una formazione di qualità al primo anno a tutti gli iscritti (i candidati ai test di Medicina e Odontoiatria sono stati, quest’anno 67mila, a fronte di 9.779 posti a Medicina e 1.096 a Odontoiatria) sarebbe infatti molto difficile.

Per l’anno accademico 2018/2019 si profila l’inizio del percorso che porterà alle prime ‘laurea abilitanti’: a che punto siamo?

Sì, l’intenzione della Conferenza permanente dei presidenti di Consiglio del Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia, pienamente condivisa e supportata dalla Fnomceo, è quella di permettere già agli studenti che quest’anno si iscriveranno al quinto anno di svolgere il tirocinio al quinto e sesto anno, così come previsto dal decreto ministeriale. Il questo modo, nel luglio 2020 si potrebbe tenere la prima sessione della cosiddetta ‘laurea abilitante’ in Medicina.

E come dovrebbe svolgersi il Tirocinio pre lauream?

Il Tirocinio potrà essere svolto in maniera abbastanza flessibile.  Dovrà avere una durata di tre mesi, uno per ogni area (medica, chirurgica, della Medicina generale)  ed essere espletato durante gli ultimi due anni di corso, purché il candidato abbia sostenuto tutti gli esami fondamentali dei primi quattro anni. La Conferenza ha individuato tre raccomandazioni per rendere uniformi i criteri del tirocinio: utilizzare sia il quinto sia il sesto anno; posizionare il mese da svolgersi nell’ambito della Medicina generale al sesto anno; utilizzare ai fini del tirocinio le attività formative professionalizzanti già programmate al V e VI anno per le aree medica e chirurgica. In ogni caso, abbiamo chiesto al Miur un tavolo congiunto per il coinvolgimento degli Ordini nei tutoraggi pre lauream. In particolare, auspichiamo di arrivare a un protocollo d’intesa tra gli Ordini, l’Università e il Ministero per il reclutamento dei Medici di Medicina generale che andranno a fare da tutor sul territorio e per la determinazione degli obiettivi formativi e dei criteri di valutazione.

Superati tutti gli esami, espletato il tirocinio, il medico chirurgo si laurea e, subito dopo, può conseguire l’abilitazione. A questo punto, è pronto per accedere alla professione?

La formazione del medico, come dicevamo, è una formazione molto particolare, che non si conclude con la laurea e con l’abilitazione. Per questo, chi inizia questo cammino deve essere consapevole che non ha davanti a sé sei anni di studi ma almeno dieci.
Per poter completare il suo percorso formativo, il giovane medico deve, dopo l’abilitazione, scegliere se frequentare il Corso Specifico di Formazione in Medicina Generale, triennale; o se accedere alle scuole di specializzazione. In entrambi i casi, l’accesso è per concorso, e i posti sono limitati, in quanto legati alla disponibilità di borse e di contratti. Per quanto riguarda la Medicina Generale, come Fnomceo, grazie alla determinazione del ministro Grillo e al lavoro prodromico del ministro Lorenzin, siamo pochi giorni fa riusciti ad arrivare al traguardo storico del raddoppio delle borse, che saranno, quest’anno, duemila contro le novecentoottantasette dell’anno scorso. Ci stiamo battendo affinché anche i contratti di specializzazione possano aumentare, con una programmazione seria e mirata a colmare le carenze previste per alcune branche, come – secondo i dati dell’Anaao - pediatria, chirurgia, ostetricia, medicina interna, cardiologia e ortopedia.
Il vero goal che ci prefiggiamo, in realtà, è una riforma del sistema formativo, per la quale a ogni medico che inizia il suo percorso immatricolandosi all’Università sia offerta la possibilità di portarlo a termine sino alla specializzazione o al conseguimento del titolo per la Medicina Generale. È su questo che, insieme al ministero della salute, stiamo lavorando.

 

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