Vampiro, Nachzehrer, Non-Morti: antropologia e odontologia tra mito e scienza (Vampire bites back in odontology and anthropology)

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Facendo ricorso a tecniche forensi e a nozioni medicolegali e tanatologiche si sono potuti ricostruire modalità e tempi di decomposizione di alcuni individui tra cui un soggetto di sesso femminile sepolta in una fossa in piena terra nel Nuovo Lazaretto a Venezia.
La peculiarità della sepoltura in oggetto è data dalla presenza di un frammento di laterizio all’interno della cavità buccale, mantenuta spalancata dall’apertura della mandibola. L’analisi tafonomica e tanatologica escludono fenomeni di dislocazione post-deposizionali e conseguente caduta accidentale del manufatto all’interno del cavo orale.
Poiché, quindi, tale posizionamento è da ritenersi intenzionale ed attribuibile agli operatori funebri che eseguirono l’inumazione, la pratica deve essere connotata di un valenza simbolica e rituale: la presenza del “morbo” della peste ed il pericolo di contagio.
Da qui l'usanza di impedire la chiusura della bocca con un mattone, un sasso o un sacchetto con della terra.
Il cranio e le mascelle dell'individuo sono stati analizzati e studiati per evincere che si tratta di una donna piuttosto anziana senza patologie dentarie degne di nota e senza - ovviamente - alcune segno relativo alla credenza dei vampiri.

Tuttavia il caso è il primo appartenente alla tipologia 'vampiri' ad essere sottoposto ad accertamento antropologicoo e odontologico/odontoiatrico.

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