POLIZIA-SCIENTIFICA

Convegno S.I.O.L.A. “Apparato Dentario e Identificazione Personale: Polizia Scientifica e Odontoiatria Forense a confronto

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L'Aquila, 11 Dicembre 2014 | Dibattito su un tema di rilevanza multidisciplinare e sempre di grande attualità, come ha ricordato il Dottor Luigi Di Fabio, odontologo forense e Presidente della Commissione Albo Odontoiatri dell'Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia dell'Aquila:
'I disastri naturali, come il terremoto che ha colpito L’Aquila nel 2009, rappresentano eventi tragici non sempre evitabili e spesso segnati da gravi perdite di vite umane.” – ha sottolineato Di Fabio – “l'Istituzione ordinistica, in quanto ente pubblico non economico ausiliario del Ministero della Salute, ha il dovere di collaborare e promuovere iniziative volte all’identificazione delle vittime di disastri attraverso la sinergia con le altre istituzioni quali l’Università e la Questura”.

Necessità, questa, riecheggiata anche dal Presidente della S.I.O.L.A. (Società di Odontoiatria Legale e Assicurativa), Professor Andrea Spota, dell’Università La Sapienza di Roma, che ha sottolineato nel suo intervento come “i dati della letteratura scientifica confermano che il metodo dentale per l’identificazione delle vittime di disastri rappresenti una metodica medico legale efficace, veloce ed economica da coniugare con l’esame del DNA”.

Protagonisti del fitto programma scientifico del convegno anche il Dottor Antonio Grande, Medico Legale della Polizia di Stato e coordinatore del Gruppo di Missione DVI (Disaster Victim Identification), che ha presentato le operazioni di identificazione delle vittime del naufragio della Costa Concordia del 2012 e del naufragio di Lapedusa del 2013, e il Dottor Emilio Nuzzolese, odontologo forense, che, a conclusione dell’incontro, ha illustrato in dettaglio i rilievi tecnici di una autopsia ai fini identificativi, sottolineandone la differenza con l’autopsia giudiziaria che ha la sola finalità di individuare la causa di morte: “L’esigenza di armonizzare le procedure autoptiche sui cadaveri non identificati e l’elevata percentuale di stranieri scomparsi in Italia, oltre il 65%, dovrebbero portare ad un coinvolgimento complementare e non già ausiliario dell’odontologo forense nelle autopsie finalizzate alla identificazione oltre il naturale impiego della modulistica Interpol“.

Durante il suo intervento, Nuzzolese ha colto l’occasione della presenza dei rappresentanti della Polizia di Stato, quali il Questore de L’Aquila Dr. Vittorio Rizzi, per auspicare il coinvolgimento istituzionale dell’odontologo forense anche nell’ambito del Gruppo di Missione DVI, che infatti, pur prevedendo ruoli tecnici di esperti nella medicina legale e nella odontoiatria forense, al momento non annovera gli odontoiatri.
“L’autopsia orale” – ha infatti precisato l’odontologo forense - “permette di individuare sesso, età, profilo socio-economico-alimentare e persino l’origine geografica della salma. Questi rilievi tecnici non possono essere confusi con il semplice esame dei denti così come attualmente avviene nelle operazioni di identificazione della Polizia Scientifica”.

Un invito che il Professor Spota traduce in un monito quando, in chiusura del Convegno, ribadisce il ruolo insostituibile dell’odontologo forense in tutte le procedure volte all’identificazione delle vittime di disastri e dei cadaveri “senza nome”, auspicando l’attivazione di una vera e propria scuola di specializzazione universitaria in odontoiatria legale così da facilitare l’istituzionalizzazione della figura dell’odontologo forense.

Questura di L'Aquila - Convegno

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