Tutore Legale Volontario

Storia di un Tutore Legale Volontario: ‘Genitore sociale’ per favorire l’integrazione

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L’emergenza migranti e il crescente numero di minori stranieri non accompagnati ha determinato un’evoluzione della figura del Tutore, dovendo affrontare importanti temi legati ai diritti dell’uomo e all’integrazione socio-culturale. A giugno 2017 sono sbarcati in Italia più di 9000 minori stranieri non accompagnati, giovani vulnerabili che dopo un lungo viaggio in mare si ritrovano soli ed esposti a diversi rischi (ANSA).
L’approvazione della legge 47/2017, detta Zampa, ha creato la figura del tutore volontario, accessibile a qualsiasi cittadino, previa opportuna selezione e formazione. Dal 2017 il Tutore supera l’iniziale ruolo solo istituzionale, diventando un profilo giuridico e sociale nettamente distinto, tanto da richiedere la frequenza di un corso formativo specifico e l’istituzione di appositi albi dei Tutori Legali Volontari. Ogni Regione, per il tramite del Garante Regionale per l’Infanzia e per l’Adolescenza, ha attivato dei corsi di formazione per creare la nuova rete di Tutori Legali Volontari. «Per i ragazzi cambia tutto», ha spiegato la responsabile dei programmi Italia-Europa di Save the Children, Raffaela Milano, subito dopo l’approvazione della legge, «Finalmente avranno una figura adulta di riferimento che li accompagnerà in tutte quelle scelte che solitamente si fanno con i genitori».

«Sono tutore volontario dal 6 febbraio 2017», racconta Emilio Nuzzolese, odontoiatra, 47 anni, Ambasciatore dei Diritti Umani dell’Associazione Diritti Umani e Tolleranza onlus e Socio del Rotary E-Club 9920. «ho ricevuto dodici nomine di tutela di minori dal Tribunale di Potenza e di Matera, ma alcuni di loro sono diventati maggiorenni o si sono allontanati volontariamente. Al momento mi occupo di tre ragazzi di 17 anni, provenienti da Mali, Guinea ed Etiopia che hanno subito violenze e torture. Ho anche seguito una ragazza proveniente dalla Nigeria, diventata maggiorenne lo scorso Gennaio, che è stata vittima di tratta per quale ho seguito la procedura relativa alla protezione umanitaria internazionale».

Il tutore è quindi un volontario che, a titolo gratuito, diventa il legale rappresentante di un minore straniero non accompagnato, seguendolo in tutte le fasi di crescita, formazione e integrazione fino all’eventuale richiesta di asilo politico. Non si tratta di una presa in carico economica oppure domiciliare e neanche di un’adozione. I ragazzi sono ospitati in strutture di accoglienza dove il tutore, però, dovrà fornire il proprio contributo all’equipe composta da avvocati, psicologi, assistenti sociali ed educatori professionali, nell’ambito dell’orientamento ad una attività lavorativa, all’iscrizione scolastica e ai corsi di alfabetizzazione ma anche a tutte le problematiche psicologiche e della sfera sanitaria.
«Si tratta di un’esperienza di cittadinanza attiva che consiglio a tutti ma soprattutto a coloro che sono già impegnati in progetti umanitari» - spiega Emilio Nuzzolese - «Diventare ‘genitore sociale’ significa offrire il proprio tempo e la propria competenza al servizio delle nuove generazioni, per favorire integrazione, tolleranza e pace internazionale. Temi e obiettivi di associazioni di volontariato che promuovono i diritti umani ma anche di associazioni internazionali come il Rotary International, da sempre impegnato in progetti e programmi per la protezione delle nuove generazioni».

Il 20 febbraio 2018 alle ore 16:00 presso l’hotel Excelsior di Bari, si svolgerà un seminario destinato ai tutori legali volontari di minori e di minori stranieri non accompagnati, nel quale il Garante regionale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza Ludovico Abbaticchio, insieme ai Presidenti dei Tribunali per i Minorenni ed ai Procuratori presso i Tribunali per i Minorenni della Puglia, illustreranno una serie di iniziative finalizzate ad una più efficace azione di sostegno e promozione del sistema di protezione dei Minori nella Regione Puglia.

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